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Il Pilota
L’incidente è in agguato e va messo in cantiere come prova in calendario da superare limitando i danni, che siano fisici o psicologici. Ogni pilota che può raccontare i suoi incidenti è sicuramente più pronto di chiunque non vi sia mai incappato. L’incidente stabilisce la cognizione del limite di velocità cui avvicinarsi senza superarlo e tanto più si è prossimi a questo limite, tanto maggiore sarà la propria familiarità anche con il limite dei diretti avversari. L’incidente, seppure non grave, marca invece i suoi parametri nel subconscio orientando il soggetto in comportamenti alternativi. L'incidente fissa dunque il suo paletto e produrrà maggior cautela anche se col passare del tempo può sembrare che sia stato dimenticato.
La padronanza nel conoscere realmente ogni limite (condizione razionalmente impossibile, come impossibile è trasmette il concetto ad un campione) induce il pilota in due situazioni pressappoco opposte: agonismo genuino (corro per vincere perché mi piace vincere) ed antagonismo gestito (è inutile rischiare, vincerò la prossima), tuttavia in entrambe le situazioni, tramite l’abitudine, il movente ha cambiato vestito, cosicché al divertimento iniziale si è aggiunta la necessità della visibilità, il riconoscimento e le sponsorizzazioni.
I piloti sponsorizzati, in genere campioni affermati, valutano il rischio in maniera diversa rispetto a coloro che “più semplicemente” corrono per passione. Il titolato che compete per mestiere tuttavia non è un pilota “arrivato”; può contare sul supporto del team, sa modulare le sue potenzialità in base alle caratteristiche dei suoi avversari e non perde mai di vista l’andamento dell’intero campionato. Con poche incertezze conosce a priori il suo risultato su determinate piste e spesso anche la sua collocazione a fine campionato; non perde il lumino della ragione per un podio fuori portata, ma è un prodotto soggetto a valutazioni, costretto a considerare molti aspetti della sua figura. Probabilmente è manager di se stesso e dovrà regolarmente soppesare risultati e dichiarazioni, cioè non va preso alla lettera, bensì interpretato. Presta particolare attenzione alla “salute” adottando metodo e schivando rischi che potrebbero minare le sue certezze o il suo status quo, ma mentre in bagarre sfiora il suo limite che a tutti sembra esasperato, è anche capace di sfoderare l’asso dalla manica, quando nessuno se l’aspetta, evidenziando di saper viaggiare ben oltre il limite presunto. In tal caso, l’esultare del pubblico è il premio che ripaga ampiamente l’impegno facendo slittare in secondo ordine perfino l’attributo di Winner, giacché il pubblico si esprime genuino, più per le sorprese e meno per un risultato scontato.
Il pubblico, entità complessa (testimoni occasionali, patiti, incalliti, professionisti di settore, addetti stampa e quant'altro), assunto il ruolo di spettatore, è portavoce lampante, certamente più rimunerante di un podio ignorato, ma esige spettacolo in qualunque forma, altrimenti tace.
L’incidente è in agguato e va messo in cantiere come prova in calendario da superare limitando i danni, che siano fisici o psicologici. Ogni pilota che può raccontare i suoi incidenti è sicuramente più pronto di chiunque non vi sia mai incappato. L’incidente stabilisce la cognizione del limite di velocità cui avvicinarsi senza superarlo e tanto più si è prossimi a questo limite, tanto maggiore sarà la propria familiarità anche con il limite dei diretti avversari. L’incidente, seppure non grave, marca invece i suoi parametri nel subconscio orientando il soggetto in comportamenti alternativi. L'incidente fissa dunque il suo paletto e produrrà maggior cautela anche se col passare del tempo può sembrare che sia stato dimenticato.
La padronanza nel conoscere realmente ogni limite (condizione razionalmente impossibile, come impossibile è trasmette il concetto ad un campione) induce il pilota in due situazioni pressappoco opposte: agonismo genuino (corro per vincere perché mi piace vincere) ed antagonismo gestito (è inutile rischiare, vincerò la prossima), tuttavia in entrambe le situazioni, tramite l’abitudine, il movente ha cambiato vestito, cosicché al divertimento iniziale si è aggiunta la necessità della visibilità, il riconoscimento e le sponsorizzazioni.
I piloti sponsorizzati, in genere campioni affermati, valutano il rischio in maniera diversa rispetto a coloro che “più semplicemente” corrono per passione. Il titolato che compete per mestiere tuttavia non è un pilota “arrivato”; può contare sul supporto del team, sa modulare le sue potenzialità in base alle caratteristiche dei suoi avversari e non perde mai di vista l’andamento dell’intero campionato. Con poche incertezze conosce a priori il suo risultato su determinate piste e spesso anche la sua collocazione a fine campionato; non perde il lumino della ragione per un podio fuori portata, ma è un prodotto soggetto a valutazioni, costretto a considerare molti aspetti della sua figura. Probabilmente è manager di se stesso e dovrà regolarmente soppesare risultati e dichiarazioni, cioè non va preso alla lettera, bensì interpretato. Presta particolare attenzione alla “salute” adottando metodo e schivando rischi che potrebbero minare le sue certezze o il suo status quo, ma mentre in bagarre sfiora il suo limite che a tutti sembra esasperato, è anche capace di sfoderare l’asso dalla manica, quando nessuno se l’aspetta, evidenziando di saper viaggiare ben oltre il limite presunto. In tal caso, l’esultare del pubblico è il premio che ripaga ampiamente l’impegno facendo slittare in secondo ordine perfino l’attributo di Winner, giacché il pubblico si esprime genuino, più per le sorprese e meno per un risultato scontato.
Il pubblico, entità complessa (testimoni occasionali, patiti, incalliti, professionisti di settore, addetti stampa e quant'altro), assunto il ruolo di spettatore, è portavoce lampante, certamente più rimunerante di un podio ignorato, ma esige spettacolo in qualunque forma, altrimenti tace.
Vito Giammetta - Executive producer Funoffroad Magazine
74 - Tendenze.
Cozzi è quasi “portoghese”
La Cozzi Giulio Motor Sport ha svelato il suo Honda TRX versione 2013, caratterizzato da uno stile “all-black”, graffiato di rosso da un logo Honda che sembra emergere dal suo telaio; gli sponsor fanno bella mostra sulle carene, contornate da un'abbondanza di carbonio alla quale difficilmente sapremo abituarci anche in futuro.
Ogni pilota ufficiale che ha corso nel Team Cozzi si è sempre fregiato di un simbolo che lo caratterizzasse e lo identificasse; per Joao Vale Silva è stato scelto il mitico Speedy Gonzales. Perché? Semplice, perché Joao è un pilota molto giovane, molto veloce e molto simpatico!
La stagione portoghese si è avviata con il nuovo Honda TRX RC II e con Joao in sella.
Il 2013 continua ad essere un'annata speciale per la Cozzi Motor Sport.
Per la prima volta, la prima gara ufficiale si è tenuta in Portogallo. La temperatura, non solo quella atmosferica, è salita notevolmente, specialmente dalle parti di Castelo Paiva, un circuito non troppo lontano dalla città di Porto. Il 7 aprile la seconda, a Gois. Di seguito il calendario della stagione portoghese di Quadcross:
17 marzo Castelo Paiva - 7 aprile Gois - 12 maggio Baiao - 23 giugno Ponte Sor
In tutte queste gare la Cozzi Motor Sport lavorerà in stretta collaborazione con Felmoto, noto ed importante concessionario di Porto.
Il portavoce del team esprime gratitudine: “desideriamo ringraziare Felmoto per la piacevole collaborazione che è nata con loro nel volgere di poco tempo”.
Quadcross: esordio di prim'ordine a Salmour il 14/04. Cozzi Motor Sport si è presentata in formazione e schiera la compagine più numerosa in campo gara.
La punta di diamante, Joao Vale, ha esordito su un quad che ha potuto provare soltanto il giorno prima della gara, ma sin dalle qualifiche il feeling fra quad e pilota è stato ottimo. Al termine della sessione di prove cronometrate, mentre Joao Vale si lamentava di poter fare di meglio, la sua pole ha infuso elevato ottimismo fra le fila del team Cozzi. La prima manche è stata un capolavoro: terzo alla prima curva. Nell'arco di un paio di giri Joao si è liberato dei suoi avversari ed ha iniziato ad accumulare un vantaggio talmente ampio da consentirgli un ritmo decisamente conservativo. Nella seconda manche, un problema in partenza l'ha attardato di decine di secondi ma appena è riuscito a ripartire, con due secondi al giro più veloce dei suoi avversari, è riuscito a conquistare il quinto posto collocandosi a podio: ora è terzo in campionato.
Le soddisfazioni non sono mancate nelle altre categorie: nella Sport, Nicolas Agosti ha conquistato il secondo posto finale con autorevolezza e maturità perciò, gestendo pressione ed energie, è riuscito a porre le basi per una stagione d'alto livello. Stessa nota per Riccardo Varaldo, più sfortunato, che grazie al terzo posto in seconda manche, è quinto in graduatoria di campionato.
Le due splendide partenze di Maurizio Bianchi, a corto di allenamento perché inizialmente restio al campionato, gli concedono il quarto posto finale. Il 6 maggio, a San Severino Marche, l'entusiasmo del team attende conferma del potenziale emerso in questa prima prova.

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